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castlevania: Rondo of blood (BY PIANTO)

"dalla colonna sonora"

In questi giorni mi è venuta voglia di giocare a un Castlevania, serie storica nata nel lontano 1986 che insieme a Metroid ha creato un intero nuovo genere, il metroidvania.
Ho deciso di cominciare con Rondo of Blood perché è uno dei pochi titoli ad aver un sequel diretto, il tanto elogiato Symphony of the Night, definito uno dei migliori metroidvania di sempre, anche se Rondo of Blood è molto più simile ad un castlevania classico, un platformer a livelli.

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Castlevania: Rondo of Blood è un platformer uscito nel 1993 su PC-Engine, una console esclusiva per il giappone.
Nel 1995 è uscito un remake per snes chiamato “Castlevania: Dracula X” anche se con RoB c'entra ben poco, in comune hanno solo la trama e certe texture, infatti in giappone ed europa il titolo e la box art sono completamente diverse.
Nel 2007 è uscito un altro remake, stavolta per psp e nel 2018 è uscito per ps4 un bundle con incluso sia RoB sia SotN.


A mio avviso il miglior modo per giocare RoB è tramite un emulatore e giocare la versione tradotta in inglese, il remake per psp è diverso dal gioco originale e, per quanto sia inclusa anche la versione per pc engine, ha dei difetti che non la rendono la maniera ottimale per godersi questa vecchia perla.

Non prendiamoci in giro,
il punto forte di Castlevania non vuole essere la grafica, ma nonostante tutto, quello stile 16 bit è molto bello; magari il protagonista è un ceppo di legno, però i nemici graficamente sono fantastici, e molte volte certi attacchi dei nemici sono riconoscibili dal loro pattern, e in un platform dove un nemico può farti cadere in un burrone è abbastanza utile da sapere, e sopratutto non è cosa da poco visto che il gioco è uscito nel 1993.

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Molto sorprendente è anche la qualità audio del gioco, proprio ciò che differenziava il pc engine dallo snes, e Rondo of Blood lo sfrutta pienamente, paragonando l’ost di RoB con quella di Dracula X si può notare che quella di RoB è molto più pulita rispetto alla sua controparte della console nintendo.
La colonna sonora è stata composta da Akira Souji, Keizo Nakamura, Tomoko Sano, e Mikio Saito, che hanno creato nuove tracce e riarrangiato tracce storiche come vampire killer e bloody tears.


Come ogni Castlevania, la storia ha come protagonista la famiglia di cacciatori di vampiri, i Belmont, impegnati nello sconfiggere Dracula che puntualmente torna in vita.
Questo è il primo gioco in cui come protagonista c’è Richter, un successore di Simon Belmont, che dovrà salvare la sua amata Annette dagli scagnozzi di Dracula.

La storia ricorda molto uno storico gioco con un idraulico baffuto e questo perché fino agli anni 80/90 ogni platform aveva la trama molto simile a quella di Super Mario: “l’eroe che salva la principessa dal mostro cattivo”, questo perché in quegli anni la trama era in secondo piano e gli unici giochi con una trama decente erano i jrpg, ora le cose sono cambiate fortunatamente.

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Cosa si fa in Rondo in Blood? Essendo un platform si salta, molto, si è inoltre armati della frusta dei Belmont e di varie armi secondarie che variano da quelle molto utili a quelle che "se le usi rendi il gioco solo più difficile".
Queste armi secondarie però non si possono usare quanto si vuole, vengono consumati dei cuori ad ogni utilizzo, delle sottospecie di munizioni che si trovano nei vari livelli, ed una volta che ne è stato accumulato un grande numero, si può usare un “Item Crash”, un attacco speciale che varia da arma ad arma ed anche in questo caso possono essere più o meno utili: quello dell’acqua santa è molto potente perché copre tutto lo schermo, dall'altro lato c’è quello del pugnale che è scarso, tanto scarso... 
Richter non solo può saltare normalmente, ha anche un backflip che gli permette fondamentalmente di fare un doppio salto, molto utile per schivare attacchi dei boss o raggiungere aree del gioco altrimenti irraggiungibili.


Il gioco è strutturato in 12 livelli, 8 normali e 4 alternativi. Come mai vengono chiamati alternativi? Perché in qualche livello è possibile scegliere una via alternativa, con un boss diverso che porterà ad un livello alternativo (appunto), diversi da quelli base e solitamente più difficili.
In questi livelli ci sono anche delle fanciulle da salvare e che sbloccano cutscene e qualche oggetto utile, l’unica eccezione è Maria, che diventerà un personaggio giocabile subito dopo averla salvata, e che in confronto a Richter è assolutamente op.
Per cominciare, lei può attaccare mentre si muove a differenza di Richter e fa anche il doppio dei danni, può fare un doppio salto che rende la maggior parte dei livelli una passeggiata, ha una scivolata che permette di schivare completamente intere parti degli stage e ha un attacco segreto capace di togliere un terzo della vita di un boss.
Paradossalmente le sue armi secondarie non sono così forti, e tra esse c’è un guscio di una tartaruga che pare proprio inutile.


Consiglio caldamente di finire il gioco con Richter e poi usare Maria perché altrimenti il playthrough rischia di diventare fin troppo facile.

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La cosa veramente bella di Rondo of Blood è proprio la sua rigiocabilità, nei livelli ci sono vari percorsi da seguire e ognuno di questi porta o a qualche segreto o proprio ad un livello alternativo, non capita di trovare un vicolo cieco inutile, a volte all’apparenza potrebbe sembrarlo, ma dietro un muro c’è del cibo per recuperare la vita, o anche un 1up, che aumenta il contatore delle vite di 1.

RoB utilizza il sistema delle vite, come in un vecchio gioco arcade, ma a differenza di Contra un game over non ti butta davanti al menù principale, piuttosto resetta il livello facendolo rigiocare dall'inizio; può sembrare comunque esagerato ma i livelli sono abbastanza corti, una volta che si conosce il layout una mappa si può concludere in soli 10 minuti, o anche meno.
Io ho completato il gioco in 9 ore circa, e può sembrare tanto, ma il gioco è abbastanza infame, il che non dovrebbe sorprendermi visto che tutti i platform di quell’era erano tutti un po’ infami.
Mi è anche capitato di quasi-droppare il gioco per la sua, a volte, difficoltà ingiusta, però una volta cominciato non potevo non finirlo; sarà il level design, sarà la colonna sonora, o magari è solo la mia testardaggine, ma alla fine ce l’ho fatta, ed è una sensazione fantastica battere questi giochi apparentementi insormontabili.

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Consiglio pienamente questa vecchia perla dei platform, certo, è infame, è ingiusto, a volte il gioco sembra voglia farti perdere apposta, eppure ha un carisma che non si può ignorare.
Dopo Rondo of Blood molto probabilmente proverò Symphony of the Night, il suo diretto sequel, per vedere se è al pari del suo predecessore, se non migliore.

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