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DEATH'S DOOR

"dalla colonna sonora"

"videorecensione"

Vi siete mai chiesti da dove arrivino i corvi? Intendo, da chi siano stati creati?
Sì, i volatili neri, quelli che sono considerati alcuni degli animali più intelligenti sulla terra, se ci pensate bene, da dove arrivano?
Esatto. Nessuno lo sa...

Beh, questo dubbio è stato finalmente risolto da questo videogame: Death's Door

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In realtà sono quasi certo che la risposta alla domanda sopra la si possa trovare facilmente su National Geographic e simili, fatto sta che Death's Door è un videogioco sviluppato dalla Acid Nerve, una casa di sviluppo di Manchester composta solamente da due persone e pubblicato dalla famosa Devolver Digital, ed è un gioco che non potrei definire meglio se non "a base di corvi".
Il gioco si svolge infatti in un universo in cui non è la "madama morte" a farci passar a miglior vita, sono i volatili sopracitati ad aver ereditato il suo compito, un lavoro che potrebbe sembrare eccitante inizialmente ma che in questo mondo si è trasformato in un monotono ciclo burocratico: uccidi l'essere vivente, prendine l'anima, spediscila nell'etere e compila le carte a fine missione, permettendoti così di mantenere la tua vita eterna. Il vostro compito sarà quello di prendere il controllo di un "grim reaper pennuto" di questo team, il più carino e singolare fra tutti.

Il gioco parte senza perdere tempo spedendovi in una missione di raccolta e spiegandovi anche le regole che i corvi sono tenuti a seguire: una volta aperta una di queste porte che creano un collegamento fra l'universo dei corvi e quello in cui si svolgerà un incarico, il loro orologio biologico ricomincerà piano piano a ticchettare, più tempo passato nell'universo alternativo e più probabilità di iniziare ad invecchiare si avranno; il traguardo è quindi quello di entrare, uccidere, prendere l'anima ed uscire il più in fretta possibile.


Il nostro protagonista senza nome apre la porta, entra in questo mondo dall'aspetto inquietante, uccide la malcapitata... ma l'anima dell'obiettivo gli viene rubata da un altro corvo più grande che ne approfitta anche per tirare una mazzata in testa al protagonista facendolo svenire. Una volta risvegliatosi il protagonista si metterà alla ricerca del ladro pennuto intraprendendo così la strada che lo porterà verso mete inimmaginabili. 

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La prima cosa che colpisce del gioco è l'art style, questo stile cartoon 3d che però riesce ad avere un carattere incredibile, uno stile visivo apparentemente semplice eppure curato nei dettagli. Protagonista, personaggi secondari, nemici e bosses riescono ad impressionare sia dal punto di vista visivo che da quello meccanico, con animazioni, sia durante il gioco che nei filmati, assolutamente perfette per lo stile generale del gioco.
Il mondo di Death's Door riesce a catturare ed immergere il giocatore grazie ai tanti temi, colori, canzoni, suoni ed elementi scenici diversi e ben definiti in base alla mappa in cui dove vi troverete; per esempio un conto sarà stare nel mondo in bianco/nero del cimitero o dell'ufficio dei corvi coi loro ambienti decadenti e spogli ed un altro nella casa di ceramica dominata dall'oro e dal viola e piena di vasi, librerie ed oggetti sfarzosi.


Anche il level design è qualcosa di stupendo, mi ha ricordato diverse volte il primo Dark Souls con le sue scorciatoie, i suoi passaggi segreti e le varie connessioni fra di essi. Il mondo è anche pieno di oggetti segreti che vi permetteranno di potenziare il protagonista oppure semplicemente conoscere la storia del mondo di gioco e che però potreste facilmente perdere durante il primo playthrough, un elemento che rimanda ad un'era videoludica passata ma sempre benvenuta.

Tutti gli aspetti sopracitati danno un costante senso di esplorazione degno del miglior gioco d'avventura; ogni ambiente, incluso l'ufficio iniziale, è organizzato in modo magnifico fra segreti e scorciatoie da scoprire, minibosses da affrontare e puzzles da risolvere.

Forse l'unica nota negativa è che durante la navigazione dei vari livelli non avrete alcuna mappa da controllare, nemmeno delle più semplici e stilizzate, quindi dovrete tenere a mente ogni shortcut ed ogni particolare di ogni livello per poter risolvere certi puzzle, fare backtracking (e vi assicuro che se vorrete sbloccare il finale "vero" dovrete farne parecchio) o anche solo per poter tornare alla porta che collega la mappa all'ufficio degli acchiappa-anime.

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Nonostante questa mia descrizione dell'esplorazione da gioco action adventure in terza persona Death's Door si rivela invece essere un action game con visuale isometrica, controllate il corvo/protagonista con wasd (o un pad) ed utilizzate il mouse per sferrare i vostri attacchi mentre guardate il mondo dall'alto. Inizialmente questa scelta artistica e di gameplay potrebbe far storcere un po' il naso ad alcuni giocatori ma l'utilizzo magistrale della visuale inclinata dall'alto vi farà apprezzare piano piano tutti gli aspetti di Death's Door.

Anche dal punto di vista meccanico/gameplay il gioco potrebbe sembrare fin troppo semplice, già dal primo boss potreste pensare di aver visto tutto ciò che il gioco ha da offrire: avete una serie di attacchi base ed un paio di colpi caricati utilizzando la vostra spada ed un attacco a distanza utilizzando il vostro arco.
Death's Door però è diverso da altri titoli action con visuale dall'alto come Hades o Path of Exile; certo, il vostro obiettivo durante un combattimento sarà quello di colpire il vostro nemico quante più volte possibile con le vostre armi, ma i boss ed alcuni mostri che incontrerete avranno una serie di meccaniche che dovrete analizzare e "risolvere" e che ricordano più un puzzle/platformer piuttosto che una serie di attacchi da schivare ed a cui contrattaccare tipici di altri action game duri e puri.

 

Chiaramente man mano che proseguirete nella storia queste meccaniche si faranno via via più complicate, fortunatamente il gioco vi darà nuovi mezzi per essere sempre in grado di affrontarle ed una volta tornati all'ufficio dei corvi sarete in grado di spendere le anime raccolte durante la missione per migliorare alcune statistiche del protagonista.
In generale il gioco è abbastanza semplice da affrontare eppure, non siamo a livelli di difficoltà di Dark Souls, gli ultimi  2/3 incontri sono stati abbastanza ostici per me, al punto da averli dovuti ricominciare diverse volte.


I boss, oltre ad essere meccanicamente e visivamente molto belli e divertenti, vengono introdotti piano piano durante l'esplorazione dei loro livelli, così facendo i developer hanno reso quelli che sarebbero potuti essere dei semplici "mostri da uccidere" personaggi importanti per la storia e per il mondo del gioco.
Ho visto Death's Door venir paragonato a Zelda diverse volte e, nonostante la mia limitata conoscenza di quest'ultimo, credo sia la cosa che più gli si avvicina (nonostante l'ispirazione anche ad altri titoli).

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Anche la storia del gioco è qualcosa di veramente particolare, non tanto per il contenuto, quanto per il modo in cui viene narrata, infatti il gioco comincia con un'atmosfera sì un po' tetra, ma per lo più giocosa ed allegra e piano piano si trasforma in un trattato sulla necessità dell'esistenza della morte e sull'importanza del tempo, temi che non ci si aspetterebbe da un gioco con uno stile artistico come quello di Death's Door.

I vari personaggi che incontrerete però riescono ad avere un tono molto leggero dall'inizio alla fine del gioco ed hanno personalità e stranezze diverse gli uni dagli altri che li rendono unici, persino la signora morte viene presentata in modo cartoonesco e divertente e nonostante i temi pesanti alla fine la storia di gioco riesce ad essere digerita facilmente anche grazie ai personaggi di supporto. 
Fin dal primo incontro che farete non potrete non apprezzare come i ragazzi della Acid Nerve hanno scritto i vari dialoghi fra il corvo-eroe e qualsiasi altro soggetto, ogni interazione riesce ad essere divertente e sopra le righe in questo mondo così apparentemente monotono e cupo.
Anche dal punto di vista artistico i vari personaggi riescono ad essere memorabili con le loro assurdità,
peccato solo non ci sia un doppiaggio per dare una voce a questi individui, nè inglese nè italiano, fortunatamente i sottotitoli (ed il gioco stesso) sono stati tradotti in diverse lingue fra le quali la nostra.

Diciamo che a livello narrativo è un po' una montagna russa, ci sono momenti in cui si ride grazie a personaggi e momenti comici ed altri in cui invece viene da chiedersi "perchè siamo qui?", fortunatamente la durata media di 10 ore non vi farà iniziare a leggere Carl Jung e frequentare sedute di psicoterapia. Se però, dopo i ringraziamenti finali, vorrete continuare a giocare potrete dedicarvi al cercare tutti i segreti e tentar di completare il gioco per sbloccare il "finale vero", senza utilizzare guide sono quasi certo che almeno un altro paio d'ore se ne andranno in questo modo.

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Un paragrafo a parte mi sento in dovere di farlo per la colonna sonora composta da David Fenn, in quasi tutte le tracce, per lo meno quelle riprodotte durante l'esplorazione, c'è un chiaro leitmotif che viene riarrangiato sempre in modo diverso e che collega tutta la soundtrack in modo stupendo, se il gioco è riuscito a catturarmi tanto quanto ha fatto è anche grazie all'ost.

L'atmosfera non è da meno, tutti gli elementi che ho citato nei paragrafi precedenti si collegano perfettamente fra di loro per donare questa costante sensazione di tristezza ad un mondo che, apparentemente, sembra non avere alcun problema.

Non c'è un singolo elemento del gioco che non mi abbia colpito, il combattimento è semplice ma divertente, le meccaniche dei boss sono particolari ed interessanti al punto da rendere Death's Door diverso da tanti altri giochi simili, i livelli sono così vari e ben costruiti che nonostante la ripetitività alla base del gioco riescono continuamente a sorprendere il giocatore coi loro elementi, il reparto artistico è pressochè perfetto... questo è chiaramente uno di quei vg in cui si riesce a percepire l'amore dei creatori per la propria opera, c'è una cura per i dettagli quasi maniacale, una ricerca continua della perfezione che però non si è tramutata in ossessione e che non posso far altro che apprezzare, l'unica "colpa" di Death's Door è quella di presentarsi come un indie game quindi poco fumo e tanto arrosto, un gioco apparentemente semplice ma che riesce a donare diverse ore di buon intrattenimento videoludico. 

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Chiudo con una citazione dal libro "Death's Door" di April White che però si applica bene anche a questo gioco.

"Believing in something is easy enough – it is anonymous, and can be done from a distance. But change requires more – it needs voices and faces, people to say the words and do the deeds."