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PLANESCAPE: TORMENT (BY PIANTO)

"dalla colonna sonora"

Obsidian Entertainment è senza ombra di dubbio la mia software house preferita, e dopo aver giocato quasi tutti gli rpg sviluppati da loro, sentii un vuoto, ma poi, scoprii che Obsidian fu fondata dalle ceneri di Black Isle Studios, e che quindi avevo ancora un sacco di titoli da giocare creati dalle stesse persone che fecero Fallout New Vegas e Pillars of Eternity.

Ho deciso di saltare i primi due Fallout perché il combat system a turni proprio non mi garbava,
così ho deciso di giocare il titolo uscito dopo loro due, ovvero Planescape: Torment.

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Planescape: Torment è un cRPG, ovvero un classic role playing game uscito nel 1999 sviluppato da Black Isle Studios e pubblicato da Interplay Entertainment.

Nel 2017 è uscito per pc e console Planescape: Torment Enhanced Edition, una remastered che sistema molti problemi del gioco oltre ad upscalare la risoluzione del gioco fino a 4K.

Planescape: Torment narra le vicende del Nameless One, letteralmente “Il senza nome”, un uomo apparentemente immortale pieno di cicatrici che ha vissuto un sacco di vite ma non ne ricorda niente, toccherà al giocatore far ritornare la memoria al Nameless One e scoprire le sue origini.
Il gioco si avvale dell’infinity engine, motore grafico sviluppato da Bioware, e utilizza degli sfondi pre-renderizzati simil final fantasy mentre per i personaggi vengono usati degli sprite 2D dando l’illusione di essere modelli 3D.

Il gioco si svolge con visuale isometrica, quindi non si nota molto la grafica datata, e nell’enhanced edition si nota ancora meno soprattutto grazie ai miglioramenti grafici introdotti.

Sempre parlando di giochi in isometrica,
si può notare una somiglianza enorme con i primi due fallout, e non solo dalla grafica, ma anche dall'ambientazione e dalla musica, spesso cupa e “apocalittica”.
La colonna sonora è stata composta da Mark Morgan, già conosciuto per Fallout 1 e Fallout 2 e come detto prima la somiglianza tra i giochi già citati è veramente grossa, Planescape non è un gioco post apocalittico eppure certe città, molti personaggi e la musica danno quell’effetto.
Ottimo inoltre il sound design, soprattutto quando vengono castati incantesimi talmente potenti da causare una cutscene, molto simile a final fantasy per certi versi, però le similitudini con final fantasy finiscono qui.

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Ogni cRPG (o quasi) ha una creazione del personaggio, Planescape invece, è un po’ diverso. Non c’è una vera e propria creazione del personaggio, ma semplicemente una distribuzione dei punti nelle varie statistiche, perché di fatto, il personaggio esiste già ed è proprio il Nameless One.
Queste sei statistiche sono, in ordine di importanza: Wisdom (saggezza), Charisma, Intelligence (intelligenza), Strength (forza), Constitution (costituzione) e Dexterity (destrezza). Wisdom è senza ombra di dubbio la statistica più importante perché il gioco è principalmente costituito da dialoghi e molte situazioni si possono risolvere parlando, inoltre wisdom aumenterà il numero di exp guadagnati, rendendola utile nel lungo termine. Anche charisma è molto utile se si vuole essere dei pacifisti e la stessa cosa vale per intelligence, ma se non si ha intenzione di farsi una build da mago, è meglio non investire in quest’ultima.


Il Nameless One inoltre può allenarsi in tre classi diverse: Fighter (combattente), Mage (mago) e Thief (ladro). Anche se all’inizio il giocatore inizierà sempre con la classe fighter, c’è la possibilità di cambiare classe proseguendo nel gioco.

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Il gameplay è molto simile ad altri giochi sviluppati con l’Infinity Engine, ovvero è in real-time con pausa. Con un tasto, si potrà mettere in pausa il gioco, praticamente fermare il tempo, per dare gli ordini ai vari membri del party, fondamentale negli scontri più ardui.
Ci sono molti oggetti che si possono usare per modificare le statistiche, in modo temporaneo o permanente, ci sono item curativi, e oggetti che evocano nemici o causano delle magie, molte di queste hanno addirittura una cutscene.
Una cosa che ho notato è che i maghi nel gioco fanno abbastanza pena. Questo perché molti nemici, il party del giocatore e il giocatore stesso, hanno un enorme difesa magica, quindi può capitare di vedere un mago che casta una magia accompagnata da una cutscene spettacolare per poi fare 5 miseri danni.


Molto importanti sono anche i tatuaggi applicabili al nameless one, soprattutto perché pur avendo uno slot per l’armatura, esso rimarrà per tutto il gioco “a petto nudo” quindi l’unico modo per avere dei buff, oltre ad usare degli anelli, sono proprio i tatuaggi, che daranno vari bonus alle statistiche o conferiranno nuovi incantesimi da usare, alcuni in base all’allineamento.
Si, 
in Planescape c’è l’allineamento che si usa in Dungeons & Dragons, ovvero da lawful good a chaotic evil, dall’eroe più impavido al tiranno più spietato. L’allineamento del nameless one cambierà in base alle scelte selezionate e alle azioni compiute, inoltre certi companion potranno diventare imprevedibili se l’allineamento penderà troppo su uno dei due estremi.

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Il gioco inizia con il Nameless One che si risveglia su una lastra di pietra dentro l'Obitorio, un posto dove i morti vengono cremati e riposano, e si ritrova davanti a un curioso teschio volante che spiega che egli è immortale. Purtroppo il protagonista non ricorderà niente, trovando vari indizi lasciati da personaggi misteriosi starà al giocatore scoprire le vere origini del Nameless One e della sua immortalità.
Questo è l’incipit di Planescape, apparentemente abbastanza semplice ma che pian piano diventerà qualcosa di molto più grande.


La città principale in cui si svolge il gioco è Sigil, la città dei portali, e a comandare con il pugno di ferro c’è la Lady of Pain, la signora del dolore, entità misteriosa di cui pure gli dei hanno paura. Il posto dove si passerà più tempo in game sarà l’Hive, un rifugio per le persone meno ricche, dove la povertà e la criminalità regnano.
Oltre all’Hive
ci sono altre location esplorabili nel gioco, altri piani, dei mondi diversi dal nostro con delle leggi completamente diverse, questo perché in Planescape esiste il Multiverso, però non è come uno potrebbe immaginarselo, il Multiverso è l’insieme di tutti i piani e Sigil ha molti portali che conducono a diversi piani (metaforicamente parlando e non), per esempio uno di questi è Baator, terra natale dei Baatezu, dei diavoli particolarmente malvagi.

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Soprattutto nell’Hive si potrà notare una somiglianza enorme con Fallout: i colori, lepersone, gli edifici, i delinquenti random che proveranno a derubarci, danno l’impressione di vivere nell’anarchia totale, però ci sono dei gruppi, delle fazioni organizzate che cercano in un modo o nell’altro di ristabilire l’ordine (o il caos).

Primi fra tutti i Dustmen, hanno una presenza molto ampia nell’Hive e soprattutto nell’Obitorio, loro sono dell’idea che la vita che tutti stanno vivendo sia finta e bisogna abbandonare il desiderio per raggiungere la “vera morte”. Poi ci sono anche i Sensates, I sensisti, gente abbastanza elevata a livello culturale il cui pensiero è sperimentare tutto durante la vita, provare ogni tipo di sensazione, anche quelle che possono mettere a rischio la loro stessa vita. Un altra di queste fazioni sono gli Xaositects, gente andata completamente fuori di testa dell’idea che non esiste l’ordine, e solo abbracciando il caos si può diventare una cosa sola con il Multiverso.

Queste non sono le uniche fazioni in Planescape: Torment, ce ne sono molte di più e si può diventare anche membri di
alcune di esse, con vari vantaggi esclusivi
, però questo non piacerà ad altre fazioni perché ogni scelta avrà delle conseguenze, ed è per tale motivo che le quest sono fantastiche.

Il gioco contiene un centinaio di quest di ogni tipo, da quelle molto semplici che si possono concludere in cinque minuti a quelle più complesse che faranno proseguire la storia. La cosa bella è che ogni quest si può finire in molti modi: si può usare la propria parlantina per sedare un conflitto, si può andare di forza bruta, o si può addirittura uccidere chi ha dato la quest.
Il “journal” invece, ovvero quel menù dove tra le varie cose si potranno visualizzare le quest, ha un difetto: non differenzia le quest che fanno andare avanti la storia dalle sidequests, infatti molte missioni che sembrano non c’entrare niente con la main story sono importanti e al contrario molte quest che sembrano essere importanti risultano essere fini a loro stesse.
Se nel gioco originale posso chiudere un occhio,
mi sarei aspettato un miglioramento del journal nella Enhanced Edition, magari prendendo spunto da quello di Pillars of Eternity che divide in tre categorie le quest: quelle della storia principale, le side-quest, e le side-quest corte.

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Planescape: Torment è stata per me una scoperta fantastica. Mi sono imbattuto per caso in questo gioco dando uno sguardo alla sezione rpg di Steam pensando di ritrovarmi con un gioco discreto, invece questo vg si è dimostrato una perla dei cRPG e un must per ogni amante dei giochi di ruolo.
Rimane una domanda,
qual è la versione da giocare? L’originale o l’Enhanced Edition? La versione originale ha fin troppi problemi, e per renderlo giocabile secondo gli standard di oggi bisognerebbe scaricare un bel po’ di mod, mentre l’Enhanced Edition è già pronta per essere giocata dall'inizio alla fine. Certo, anche questa versione ha dei problemi ed in rari casi sono capitati anche dei crash, ma secondo me questo è il modo definitivo per godersi appieno il gioco, immergersi nello strano mondo di Planescape e leggere i suoi insoliti dialoghi e frasi, tra cui:

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“What can change the nature of a man?”