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YAKUZA: LIKE A DRAGON

"dalla colonna sonora"

"videorecensione"

Era l'anno 2000, ero nella mia cameretta a farmi i fatti miei e ad un certo punto arriva mio padre con una console a me sconosciuta, una ps1, e la copia originale di un gioco che entrerà direttamente al primo posto nella mia lista dei giochi più belli di sempre: Final Fantasy VIII; i suoi personaggi, la sua storia ed il suo gameplay sono riusciti a colpirmi e toccarmi così nel profondo che ancora oggi ricordo quasi ogni momento di quel gioco.

Passano vent'anni,
il mondo videoludico è ad uno stallo in attesa del titolo dell'anno Cyberpunk 2077, mentre aspetto decido di prenotare Yakuza: Like a Dragon, il settimo capitolo di una serie che non ho mai seguito o giocato, se non per Kiwami 2 per una ventina di ore prima di abbandonarlo, pensando sarebbe stato un giochino divertente con cui passare il tempo prima dell'uscita del colosso della CD Projekt Red... dopo averlo finito sento un vuoto esistenziale che non provavo dalla mia prima conclusione di FF8.
 

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La serie Yakuza tratta gli eventi di un protagonista carismatico, appartenente al mondo della Yakuza (appunto). Fino al settimo capitolo il protagonista di queste storie è stato principalmente Kiryu Kazuma, un personaggio che ho potuto conoscere solo in parte giocando a Kiwami 2 ma che m'ha dato l'impressione di essere il completo opposto di Ichiban Kasuga, il protagonista del settimo capitolo. 

Il gioco comincerà con Ichiban al servizio della famiglia Arakawa
, un piccolo gruppo di Yakuza di un distretto di Yokohama, la città in cui si svolge gran parte del gioco. Nonostante il maltrattamento da parte del suo superiore Kasuga ha a cuore la giustizia e vorrebbe riportare l'onore della Yakuza a quello di un tempo, purtroppo un incidente lo costringerà a sacrificare 20 anni della propria vita in prigione, una volta uscito, capirà che tutto è cambiato... questa è solo l'introduzione ma per completarla mi ci sono volute un paio d'ore buone. 
Essendo un gioco da 35 giga circa pensavo sarebbe finito relativamente in fretta, soprattutto dopo un'introduzione così lunga... invece la storia, e solo quella, dura sulle 40 ore! La cosa più incredibile è che queste sono le 40 ore di storia migliori e meglio sfruttate che io abbia mai avuto il piacere di seguire, non c'è un singolo passaggio che mi senta di reputare brutto, in certi tratti potrebbe essere un po' prevedibile ma ecco che nel momento in cui penserete di aver capito tutto vi butterà il plot twist del secolo e nonostante ci siano dei filler qui e là anche questi sono divertenti da seguire e soprattutto si incastrano bene con il resto della storia.

Uno dei motivi per cui questo gioco m'è piaciuto tanto è proprio Ichiban, come è stato "costruito" dai developers e come ne hanno evoluto la personalità durante tutto il gioco. Mentre Kiryu m'ha dato l'impressione fin da subito di essere una specie di super-uomo, Ichiban è una persona piena di debolezze, sia fisiche che caratteriali, ma che riesce a sfruttare queste debolezze per superare tutti i problemi che gli si parano davanti, guidare i suoi amici e spesso persino convertire nemici alla sua causa. 
Fin dall'inizio ci viene presentato come il ragazzo impacciato pieno di speranze e sogni, reali e non, e nel corso della storia questi suoi lati umani vengono messi sempre più in risalto facendolo diventare un personaggio impossibile da odiare nonostante la sua fragilità.
 Dall'inizio alla fine del gioco Ichiban riuscirà ad essere un protagonista super carismatico ma anche estremamente umano e piacevole nonostante tutto ciò che gli accadrà.
 

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Nel corso della lunga storia fortunatamente Ichiban non sarà solo, riuscirà a convincere altri 6 malcapitati ad unirsi al suo gruppo di "avventurieri" (vista la passione di Kasuga per Dragon Quest), compagni dalle origini più disparate: Adachi, un ex poliziotto in cerca di vendetta, Nanba, un senzatetto in cerca del fratello, Saeko, una barista che vuole proteggere sua sorella, Eri, la presidente di una compagnia in fallimento, Joo, un sopravvissuto koreano e Zhao, il capo del lato cinese della triade di Isezaki Ijincho. 

Uno potrebbe pensare che essendo personaggi di supporto avranno un ruolo marginale nella storia, invece, a parte Eri che si potrà ottenere tramite un minigioco di cui parlerò più avanti e che avrà veramente un ruolo di sfondo, avranno tutti ruoli importanti nella storia di Like a Dragon, addirittura potrete sviluppare l'amicizia di Ichiban verso ognuno di loro in vari modi e, una volta raggiunto un limite, potrete sbloccare parte di una quest secondaria in cui potrete conoscerli anche meglio di quanto la storia principale già non permetta. Nonostante Ichiban sia sicuramente la punta di diamante dei protagonisti, Zhao, Adachi, Nanba e Saeko (Joo un po' meno, ma proprio perchè schivo per natura, in compenso m'ha dato una delle scene casuali più divertenti del mio playthrough)  riescono ad entrare nel cuore del giocatore grazie ad uno storytelling magnifico.
Ma non è finita qui, perchè se questi erano i personaggi giocabili quelli non giocabili non sono certo da meno, Masumi Arakawa, il capo della famiglia Arakawa e suo figlio Masato coprono un ruolo importantissimo nella storia e sono sviluppati in modo magnifico. Avremo anche molti altri incontri fra sub-quest e missioni principali che ci presenteranno decine di personaggi, vecchi e nuovi, leggende e Dei, tutti interessanti e carismatici, alcuni dei quali potrebbero unirsi alla squadra sotto forma di evocazione.
Persino i nemici comuni, quelli che troverete in giro per le strade di Ijincho riescono ad essere belli da vedere ed abbastanza singolari per come vengono rappresentati nel gioco.

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La "debolezza" del protagonista viene messa in risalto anche dal completo cambio di gameplay rispetto ai capitoli precedenti, perchè se gli altri Yakuza erano i tipici giochi d'azione con combattimenti veloci in cui il giocatore doveva completare combo e schivare attacchi (solitamente 1v1 o 1v4/5 in favore dei nemici), Like a Dragon è un jrpg con combattimenti a turni a tutti gli effetti in cui Ichiban e altri 3 compagni a vostra scelta fra i 6 disponibili combatteranno contro uno o più nemici.
Nonostante l'idea di passare da un action ad un jrpg potrebbe far storcere il naso ai veterani della serie,
in quanto nuovo fan mi sono trovato veramente bene con questa scelta, anche perchè, nonostante il combattimento sia chiaramente ispirato ai vari rpg giapponesi a turni, aggiunge meccaniche come la parata perfetta o dei qte durante alcune tecniche speciali che rendono il tutto un po' più attivo e, nonostante il gioco sia relativamente facile, soprattutto negli scontri con i nemici random, ed inizialmente non permetta di scegliere la difficoltà (scelta sbloccabile una volta finito il gioco in ng+), più vi avvicinerete al finale e più diventerà relativamente difficile, soprattutto se paragonato agli altri capitoli della serie.

Sia chiaro che siamo ben lungi dalla perfezione,
il sistema è assolutamente migliorabile nei prossimi capitoli (se ci saranno), durante gli scontri sia giocatore che nemici si muovono liberamente entro una certa area, ma non avremo il controllo diretto su nessuno, quindi potrà succedere che un attacco ad area colpirà solo un nemico, oppure che una macchina investa un vostro compagno di squadra senza che possiate farci nulla, avere la possibilità di muover anche solo leggermente i personaggi avrebbe reso i combattimento molto più controllabili rispetto alle situazioni randomiche che si verranno a creare, ma anche così rimane un sistema divertente che intratterrà per parecchio tempo.

Gli amanti dei jrpg non si potranno veramente lamentare visto che
c'è un sistema di classi (lavori in questo caso, sbloccabili dal quinto capitolo) abbastanza interessante con i compiti più disparati selezionabili per ogni personaggio (1 unico e 7/8 condivisi) che, ad ogni level up vi faranno sbloccare abilità attive o passive in base alla classe selezionata. La maggior parte delle abilità speciali dei personaggi saranno veramente divertenti ed ognuna avrà il proprio momento in cui essere utilizzata (nonostante ci siano, oggettivamente, un paio di abilità abbastanza OP), un paio avranno la stessa animazione, certe saranno più tendenti verso il comico altre verso azioni più "anime" ma, soprattutto le "ultimate", saranno un piacere per gli occhi. 
Ogni classe avrà anche un ruolo tipico dei jrpg, dps, tank e healer, con stats che veriano ad ogni level up in base al ruolo, ma tutte saranno in grado di coprire ruoli multipli e, al contrario di ciò che si legge in giro, al primo playthrough il gioco è completabile con qualsiasi classe con un minimo di farming; ng+ (soprattutto a leggenda) invece è un altro paio di maniche in cui la santa trinità degli rpg avrà già più importanza.
 

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Inoltre non sarebbe un jrpg se non ci fosse un sistema di equipaggiamento e miglioramento/creazione dello stesso... infatti lo troverete anche qui in Yakuza 7. Le armi che troverete per il mondo saranno dalle più classiche (principalmente armi da taglio) alle più assurde (per esempio microfoni da Idol giapponese), ed ogni tipo di arma utilizzabile sarà decisa dal lavoro del personaggio. Ci saranno diverse varianti dai vari livelli di forza di ogni tipo d'arma, però ce ne sarà una per ogni lavoro che può essere definita come l'arma finale in altri jrpg, quella con le stat migliori ma estremamente difficile da ottenere.

Anche l'equipaggiamento difensivo è estremamente diverso e deve essere adattato alla classe scelta; questo si divide in testa, corpo, gambe e due amuleti.
Purtroppo qualunque sia il pezzo equipaggiato non potrete vedere un cambio di costume sui vostri personaggi (armi escluse), l'unico cambio estetico potrete averlo solo nel momento in cui entrerete in combattimento in base alla classe giocata
Quindi sì, fino alla fine della storia sarete costretti a tenere i vestiti iniziali di ogni protagonista fuori combattimento, una volta finito il gioco però vi verrà data la possibilità di utilizzare i costumi dei vari lavori anche mentre girerete tranquillamente per le vie di Isezaki Ijincho.


Molte delle armi e delle armature che troverete saranno inoltre potenziabili presso l'officina "Romance Workshop", alcune di queste potranno essere portate fino all'endgame, altre purtroppo no, ma in fondo non è un arpg ed un cambio di equipaggiamento è obbligatorio per superare certi nemici/boss e, nonostante il sistema di crafting/upgrading non sia dei più profondi, riesce a trovare il suo perchè in questo immenso gioco.

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Oltre alla storia principale ci saranno decine di quest secondarie assurde/drammatiche ed un sacco di modi per occupare il tempo. Fortunatamente i fan della serie possono stare tranquilli, i livelli di assurdità che si raggiungono con alcune di queste missioni secondarie sono altissimi, Rumba giganti aspira-anziani, uomini amanti del sadomaso incapaci di provare piacere, la versione reale dei pokèmon con un realissimo dr. oak giapponese, un orinatore seriale, zuppe superpiccanti che aiutano anziani ad attraversar la strada... certo, ce ne saranno alcune un po' blande e troppo "normali" ma anche queste solitamente permetteranno di sbloccare utili oggetti, minigiochi o "pestamici" (le summon di questo jrpg), quindi non sembra mai di star perdendo tempo.
I minigiochi poi sono magnifici, i classici della serie sono stati portati anche in questo capitolo (golf, baseball, karaoke, freccette, un casinò, shogi, mahjong, e le sale arcade sega) ma ci alcune nuove aggiunte che non guastano, come un minigioco in cui dovrete pilotare un go kart accompagnato da una storiella niente male o un minigame in stile pacman in cui dovrete raccogliere delle lattine con un triciclo con cassone, estremamente utile ad inizio gioco per racimolare un po' di soldi facili, gli altri li lascerò scoprire a voi.

C'è un ultimo minigame che però considero un gioco a se stante, simile al minigioco degli hostess bar negli Yakuza precedenti, ma incentrato sulle vicende di Rei e della sua azienda fallimentare che dovrete riportare ai vecchi fasti e far arrivare al primo posto delle aziende di Yokohama. Vi assicuro che, nonostante inzialmente potrà sembrare complicato a causa di un tutorial abbastanza scarno, vi prenderà talmente tanto che ci passerete ore intere; la storia di Eri, Tome ed Omelette la gallina contro il magnate senza scrupoli di Ijincho vi farà continuare a farmare contanti e convincere azionisti come nemmeno Jeff Bezos ai tempi d'oro era in grado di fare, non potrete comunque evitare di provare il minigioco visto che è l'unico modo per sbloccare Eri come partner di combattimento ed è anche il miglior modo per far soldi prima di finire il gioco, quindi preparatevi per ore ed ore di gestione aziendale e meeting con gli investitori.
 

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La mappa di gioco principale è piuttosto grande per uno Yakuza,  fortunatamente le varie attività presenti, la quantità di persone che la popolano (fra cui tutti gli assurdi nemici che incontrerete per strada) e gli stili molto diversi dei vari quartieri la rendono molto più interessante e viva rispetto ad altri giochi open world.
Nelle 3 città che visiterete (Isezaki Ijincho, Kamurocho e Sotenbori) ci saranno anche dei dungeon, uno per città, creati appositamente per livellare. Quello di Sotenbori è come un'arena a più livelli, non si presenta tanto quanto un dungeon quanto più come una serie di sfide, e fa ciò che deve, cioè fornire materiali utili per creare/aumentare le armi e armature e dare un bel po' di xp per far crescere i personaggi e le classi... quelli di Kamurocho e Ijincho, purtroppo, mi hanno ricordato un sacco i dungeon di FFXV, cioè dei corridoi popolati in modo randomico di nemici in cui potrete trovare oggetti il più delle volte abbastanza inutili.

Nonostante questi ultimi abbiano un motivo d'esistere nel mondo di gioco svolgendosi completamente all'interno delle "fogne" delle due città, avrebbero avuto più senso se avessero avuto dei boss finali particolari o dei drop speciali ottenibili solo in questi dungeon e potenziabili fino all'endgame, purtroppo la maggior parte dei nemici che incontrerete sarà una versione modificata di altri già visti, l'equipaggiamento ottenibile diventerà obsoleto abbastanza in fretta e l'unico boss interessante è nel dungeon di Ijincho, che però potrete incontrare anche grazie ad una quest secondaria ed in un contesto molto più divertente.
Fortunatamente vi basterà fare uno, massimo due giri in questi posti per poter livellare abbastanza da arrivare fino alla fine del gioco, dopodichè potrete farmare la millenium tower e le sfide di sotenbori per i materiali e lasciare stare per sempre le fogne infestate di Ijincho e Kamurocho.
 

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Graficamente il gioco non è il vg "next-gen" che mi aspettavo, è sicuramente molto più vicino alla "current-gen", ma su pc, soprattutto durante certe scene (che sia in combattimento o non) fa vedere quanto, in fondo, sia visivamente apprezzabile, con giochi di luce particolari o ombre/riflessi degni di un titolo della prossima generazione di consoles.

Musicalmente Like a Dragon fa un figurone con dei riadattamenti di canzoni dei capitoli precedenti e pezzi nuovi stupendi, una delle ultime boss fight è resa entusiasmante anche dalla scelta musicale e nel resto del gioco la soundtrack fa il giusto effetto... se non fosse per una boss fight in particolare in cui per 10/20 secondi i compositori hanno scelto di trapanarmi il cervello con un'hardstyle tutta giapponese che m'ha fatto ricordare tempi bui e dimenticati.

Anche il voice acting è qualcosa di sublime, come sempre gli attori giapponesi ci mettono corpo ed anima nel doppiare i propri personaggi, stranamente però a questo giro anche il doppiaggio inglese non m'è affatto dispiaciuto. Purtroppo lo stesso impegno non è stato messo nei sottotitoli che spesso traducono in modo approssimativo e certe volte si perdono sfumature divertenti di una conversazione. Resta comunque il primo Yakuza subbato ita, chi lo sa, magari al prossimo lo doppieranno pure (nah).
 

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Questo gioco è stato una scoperta incredibile, non sono mai stato fan della serie Yakuza, Kiwami 2 l'ho abbandonato abbastanza in fretta forse proprio perchè avrei dovuto cominciare a giocarlo prima per capire di più l'atteggiamento di Kiryu, fortunatamente Like a Dragon è un nuovo inizio sotto tutti i punti di vista ed è un ottimo entry point per coloro che vogliono avvicinarsi al mondo di questa serie.


La storia è qualcosa che rasenta la perfezione, riesce a bilanciare benissimo momenti emotivi ad altri più leggeri, per non parlare di tutto ciò che la circonda, fra minigiochi, quest secondarie che si fanno non per forza ma per piacere, un sistema di combattimento non rivoluzionario ma comunque divertente ed impegnativo (soprattutto verso la fine), il reparto jrpg ben curato... ma soprattutto i personaggi... I PERSONAGGI! Tralasciando le decine di comparse secondarie che riescono ad essere ben più di "comparse" guadagnandosi giustamente il loro tempo su schermo, ma Ichiban è un protagonista che riuscirebbe ad entrare nel cuore di Hitler/Stalin, tutti i suoi compagni si lasciano trascinare dal suo carisma senza esserne oscurati dallo stesso riuscendo a spiccare singolarmente, i nemici, anche quelli con le motivazioni più stupide, riescono a ribaltare continuamente la storia e sorprendere il giocatore... il vostro cuore non avrà un attimo di pausa e verrà sballottolato da Yakuza 7 come poche altri altri sono riusciti a fare, anche in altre forme di intrattenimento. 

Avevo comprato questo gioco come passatempo nell'attesa di Cyperpunk ed è diventato uno dei miei giochi preferiti di sempre.
 

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"Mi dispiace FF8, è tempo di scendere dal trono, c'è un nuovo drago in città..."