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ZERO ESCAPE: THE NONARY GAMES (BY PIANTO)

"dalla colonna sonora"

Sono un videogiocatore che gioca un po’ di tutto, fps, tps, rpg, a volte anche strategici o gestionali, ma c’è un genere che  proprio non riesco a farmi piacere: le visual novel.
Le visual novel in poche parole sono dei giochi basati sul testo, magari hanno qualche minigame nel mezzo però la maggior parte del gioco si svolge principalmente a livello testuale.

Forse è perchè la maggior parte delle visual novel hanno tutte quello stile anime che proprio non mi piace, sarà la mancanza del doppiaggio, ma per motivo o per un altro non mi sono mai interessato al mondo di questo genere videoludico.

Tutto è cambiato una settimana fa circa quando ho giocato Zero Escape: The Nonary Games.

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Uscito nel 2017, sviluppato e pubblicato da Spike Chunsoft, il gioco di cui sto facendo la recensione è in realtà una raccolta che contiene due giochi: “999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors” e “Zero Escape: Virtue's Last Reward” che da ora in poi chiamerò rispettivamente 999 e VLR per comodità.

999 è una visual novel uscita nel 2010 sviluppata da Chunsoft e pubblicata da Aksys Games, originariamente solo su Nintendo DS, ma nel 2017 è uscita una remastered che oltre a sistemare vari problemi del gioco aggiunge il doppiaggio giapponese ed inglese.
Il gioco narra le vicende di Junpei, studente universitario che viene rapito insieme ad altre otto persone e tutti loro vengono costretti a giocare il nonary game, un gioco che mette a rischio la vita dei partecipanti visto che devono scappare da una nave da crociera che sta affondando.
Graficamente è abbastanza simile a molte altre visual novel, con la finestra del dialogo e lo sprite 2d di un personaggio, ed è invecchiato abbastanza bene, l’unico problema della versione originale era la bassa risoluzione, ora giocato in 1080p fa il suo bel figurone.
Carine le animazioni di ogni porta, che ricordano i vecchi resident evil. L’unica critica che potrei fare è che il labiale è completamente sballato, forse è così perché in origine era senza doppiaggio e quindi l’hanno fatto a un po’ caso, o forse è perché è pensato per il doppiaggio giapponese e non inglese.

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La colonna sonora è stata composta da Shinji Hosoe, famoso per Ridge Racer e molti classici di Namco, grazie al suo contributo il gioco è più memorabile visto che, essendo una visual novel, non ci sono cutscene; solo ascoltando all’ost del gioco ci si ricorda di tutti i momenti anche se la maggior parte di essi erano solo dialoghi con davanti uno sprite 2d.

999 si divide in due parti, la sezione escape e la sezione novel. La sezione escape è composta da puzzle in stile escape room che possono variare dal “combina un oggetto con un altro” al “usa questo indizio per completare una formula matematica”.
La sezione novel invece progredisce la storia in modo non lineare con le sue molteplici scelte e si interagisce con gli altri personaggi come in una normale visual novel.

Meccanica importante è il “flow”, un diagramma di flusso che permette di viaggiare tra i capitoli del gioco per ottenere tutti i finali. Infatti una critica al gioco originale era proprio la mancanza di tale feature; dopo un qualsiasi finale si veniva buttati all’inizio del gioco e bisognava rigiocarne una parte per cambiare scelta, fortunatamente la remastered ha sistemato questo problema e ora il gioco è molto più “fluido”.


Non ritengo il gioco particolarmente difficile, non ci sono livelli di difficoltà selezionabili, ma c’è un sistema di suggerimenti che si attiva quando viene inserita una soluzione errata in un puzzle molteplici volte.

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La storia di 999 è abbastanza complessa e rischierei di fare troppi spoilers, quindi mi limiterò a raccontarla in modo vago.

Junpei, uno studente universitario, viene rapito da un'entità misteriosa e si ritrova in una cabina di una nave, confuso e con un bracciale con un numero sul suo polso. Presto si rende conto che dovrà fuggire se vorrà rimanere nel regno dei vivi, e tra un puzzle e l’altro, riesce a scappare e si ritrova nella hall della nave, dove incontra 8 persone.
Invece di scambiarsi i nomi decidono di usare nomi in codice in base al numero che hanno sul bracciale.
Il rapitore è Zero, una persona con una maschera antigas che dà loro un obiettivo da completare entro 9 ore, tempo in cui la nave affonderà, e questo obiettivo è trovare la porta con il simbolo 9.


999 non ha new game plus perché un ending non comporterà la fine del gioco, il gioco si può considerare finito una volta sbloccati tutti i finali, e dopo quello non c’è molto da fare, si possono rifare i puzzle, ma non c’è molta rigiocabilità ed il gioco non ti stimola a completarli una seconda volta.
Per quanto abbia ricevuto recensioni positive dalla critica, è stato un fallimento commerciale in giappone ma incredibilmente è stato un successo in america ed è probabilmente per questo motivo che il sequel di 999, Virtue's Last Reward, oltre che alla traduzione in inglese, è stato anche doppiato nella lingua anglosassone.
 

999 mi è piaciuto, la storia è non è mai noiosa da seguire perché quando meno te l’aspetti saprà sorprenderti con i suoi
colpi di scena, e nei momenti in cui lo storytelling sembra pesante, ci sarà un puzzle per variare un po’ il tutto.

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Virtue's Last Reward è una visual novel uscita nel 2012 sviluppata sempre da Chunsoft e anch’essa pubblicata da Aksys Games uscita inizialmente su 3DS e PSVita.

Il gioco narra le vicende di Sigma, un ragazzo rapito da Zero e costretto a giocare al nonary game insieme ad altri sconosciuti il cui loro obiettivo è aprire la porta con il numero 9.

Alla base la trama è praticamente identica a 999 ma andando avanti nel gioco ci si rende conto che è ben diversa, ne parlerò un po’ più in dettaglio tra qualche paragrafo.

Graficamente è differente dal suo predecessore, invece di sprites 2D il gioco è interamente in 3D, a partire dai modelli dei personaggi e devo dire che all’inizio questa scelta mi aveva fatto un po’ storcere il naso perché si è passato da degli sprite molto dettagliati e dei modelli un po’ approssimati, anche se immagino che questa sia un po’ colpa delle console portatili che non potevano raggiungere la qualità delle normali console da casa. Gli ambienti sono molto più belli in 3d e fanno la loro buona figura e, grazie a questa nuova versione, in 1080p sono ancora meglio.

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C’è da fare una distinzione, VLR a differenza di 999 NON è una remastered, ma semplicemente un porting, quindi difetti che c’erano nel gioco originale ci sono pure in questa versione, anche se non ho trovato nessun bug nelle mie circa 30 ore di gameplay.

Shinji Hosoe si è occupato anche della colonna sonora di VLR ed ha fatto un ottimo lavoro anche qua, tra tracce del primo gioco remixate e tracce originali.

Il gameplay alla base è rimasto quasi invariato, con la sezione novel, la sezione escape e qualche sorpresina nel mezzo. Nella sezione escape le stanze saranno interamente in hd e funzioneranno in modo diverso da quelle di 999, invece di completare un determinato puzzle per aprire l’uscita ci sarà una cassaforte che si troverà da qualche parte nella stanza e servirà una combinazione per aprirla, tale combinazione si troverà completando vari puzzle nella stanza. In alcune stanze però ci saranno due combinazioni, una per trovare la chiave (e uscire dalla stanza), e l’altra per trovare un file che conterrà delle informazioni riguardo al mondo di gioco, quest’ultime sono opzionali.
Forse qualcuno avrà pensato di cercare le combinazioni su internet, ma è impossibile, ogni salvataggio ha casseforti con combinazioni diverse quindi cheattare non è un'opzione.


Un altra differenza tra 999 e VLR sono i livelli di difficoltà. Infatti VLR ha due difficoltà: Difficile, la difficoltà che viene selezionata di default, senza suggerimenti, e Facile, la difficoltà con i suggerimenti alla 999.
La differenza principale tra difficile e facile sono il file opzionale che si trova in ogni cassaforte: a difficile, il file sarà dorato e conterrà tutte le informazioni, mentre a facile, il file sarà argentato e conterrà solo metà delle informazioni.
Nessuno vi nega comunque di trovare entrambe le combinazioni di una cassaforte su facile e reinserirle a difficile per ottenere il file dorato, dato che una volta ottenuta una combinazione questa verrà salvata in un menù apposito.

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La storia potrebbe venir riassunta così: Sigma si ritrova in un ascensore con una ragazza misteriosa chiamata Phi e mentre entrambi cercano di capire che ci fanno lì un coniglio parlante si presenta con il nome Zero e gli dice che se non completeranno il puzzle entro il tempo limite l'ascensore cadrà. Sigma e Phi riescono a completare il puzzle ed incontrano altre 7 persone; gli viene detto dal coniglio parlante che la porta con il 9 è la loro via d’uscita ma per andarsene devono giocare il nonary game, un gioco crudele nella quale non puoi fidarti di nessuno.

A
lla base sembra molto simile a 999 ma ci sono certi aspetti che lo rendono diverso, tra cui la meccanica flow, il menu stile diagramma di flusso già visto in 999 e che permette di spostarsi tra le varie scene del gioco, è integrato come elemento di trama, ed è fantastico che abbiano cercato di spiegare il motivo dell’esistenza di tale meccanica nella storia di gioco.
Ci sono dei collezionabili su VLR e sono infatti i file di cui ho parlato qualche paragrafo fa. Sono degli oggetti opzionali che contengono informazioni, serie o meno, sul mondo di gioco, ed aggiungono quel pizzico di rigiocabilità.
Virtue's Last Reward è un gioco fantastico, migliore del suo prequel e un must per ogni fan delle visual novel.

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​Zero Escape: The Nonary Games è un ottimo inizio perché contiene due titoli della serie Zero Escape... ma non è completo, perché il terzo capitolo, che completa la storia della serie e chiude il ciclo, Zero Time Dilemma, è assente dalla collection.

Ma anche così, è un ottima introduzione per chi si approccia al mondo delle visual novel o semplicemente dei puzzle games per la prima volta.

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